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V per VOLARE VIA (grazie alla musica ed ai film)

  • Immagine del redattore: La blogger cialtrona
    La blogger cialtrona
  • 22 nov 2021
  • Tempo di lettura: 3 min

-Creedy: “Perché non muori?” -V: “Sotto questa maschera non c’è solo carne, sotto questa maschera c’è un’idea Creedy, e le idee sono a prova di proiettile.” Dal film “V per Vendetta”

Ieri sera, mentre girovagavo insonne tra i canali televisivi sempre più parchi di buon cinema e di programmi capaci di nutrire la mente, mi sono imbattuta nel finale di “V per Vendetta”, film che adoro, e non ho potuto esimermi dal riguardarlo. Un film pieno zeppo di citazioni colte, un futuro distopico che mi appare sempre più attuale, non solo per l’uso della maschera di Guy Fawkes da parte del gruppo di hackers di Anonymous. Un film che, mentre scorrono i titoli di coda, ci regala le note e le parole di “Street fighting man” dei Rolling Stones. Una canzone datata 1968, scritta dopo che una grande manifestazione si tenne nelle vie di Londra contro l’appoggio dell’Inghilterra alla guerra del Vietnam, una canzone che venne immediatamente bandita da tutte le stazioni radio per la frase “...griderò ed urlerò, ucciderò il re, inveirò contro tutti i suoi servitori...”. Una canzone in perfetto stile Stones, che martella con chitarra e batteria, un brano che sembra scritto proprio per accompagnare il film, come anche l’Ouverture 1812 di Čajkovskij e la quinta sinfonia di Beethoven. Musiche iconiche che riescono a rendere “un ottimo film un vero e proprio capolavoro” (citazione da un articolo di Antonio Minicozzi). In pratica niente di meglio, per accompagnare un film ambientato nel futuro, di una musica del passato.

D’altra parte come non ricordare le musiche del capolavoro di Kubrick, Arancia Meccanica? Si spazia dalla Nona sinfonia di Beethoven, a Rossini, passando dall’utilizzo di “Singin’in the Rain” a fare da accompagnamento ad una delle scene più violente e disturbanti. Mi si affaccia or ora alla mente un altro film che adoro: “Il grande freddo” (The Big Chill). Qui la musica è, da sola, un motivo per amarlo incondizionatamente: “You Can’t Always Get What You Want” dei Rolling Stones, “A Whiter Shade of Pale” dei Procol Harum, ”I Heard it Through the Grapevine” di Marvin Gaye, solo per citare le mie preferite. E taccio su un'intera generazione di attori che con quel film si è palesata al grande pubblico.


Credo di essermi un po’ persa dietro ai miei pensieri, volando sulle note di canzoni che amo. Torniamo a bomba, a V. Moltissime sono le frasi del film degne di essere ricordate ma voglio soffermarmi, stavolta, su quella riportata inizialmente, quella che parla di una idea a prova di proiettile. Che cosa meravigliosa è un’idea!! Qualsiasi idea. Ogni volta che se ne forma una all’interno della nostra mente, essa tenta di coinvolgere fin da subito ogni nostro senso: nasce, cresce, si fa spazio, chiede sempre più forte di essere realizzata, si acquieta e decanta, e, una volta ricevuta udienza e la giusta attenzione, gongola e si spaparanza, rendendoci impossibile dedicarsi a qualcos’altro. A volte, inevitabilmente, facciamo orecchi da mercante, non le permettiamo di crescere, perché la vita è convulsa, i problemi tanti e sempre in agguato. L’idea, allora, si spegne, sfiorisce come un fiore che non viene annaffiato. I petali cadranno, tristemente, e si spargeranno tutti attorno. Ma ci ricorderemo di lei, anche anni dopo. Le idee sfioriscono ma non muoiono.


Idea è tutto, anche una semplice ricetta sfiziosa da realizzare per la cena ed a cui ci dedichiamo con amore, lo spostamento di un mobile per rinnovare una stanza, una poesia, un disegno, una foto, tutto è relativo alla propria indole, capacità e creatività. Ci sono, poi, le idee-idee, quelle che ci guidano e ci caratterizzano, quelle che determinano il nostro pensiero politico e sociale, quelle che fanno da affluenti agli ideali, i pilastri dei nostri pensieri più profondi, le fondamenta del nostro vero essere unici.


Le idee volano, si librano leggere nell’aere, si scontrano e si contaminano l’un l’altra, sono tutt’altro che granitiche, sono in un continuo divenire. I principi, invece, seppur che dalle idee derivano, sono imprescindibili, non si possono calpestare ad ogni pie’ sospinto.

Sono ciò che ci indica la strada da seguire durante il nostro cammino.


Le idee non si possono rinchiudere, decine di canzoni sono dedicate a questo tema, dalle più leggere alle più impegnate.

Voglio concludere questa mia digressione un po’ folle e senza capo né coda, con le parole della canzone del Banco del Mutuo Soccorso “Canto nomade per un prigioniero politico”:


(...) "Voi condannate per comodità Ma la mia idea già vi assalta

Voi martoriate le mie sole carni Ma il mio cervello vive ancora ancora


Lamenti di chitarre sospettate a torto Sospirate piano E voi donne dallo sguardo altero Bocche come melograno Non piangete perché io Sono nato nato libero libero

Non sprecate per me una messa da requiem

Io sono nato libero"


Alla prossima.

Alessandra



Foto mia.

 
 
 

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