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THE SCREAM OF THE NATURE

  • Immagine del redattore: La blogger cialtrona
    La blogger cialtrona
  • 14 nov 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

«Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto a una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… E sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.» Edvard Munch

Tutti conoscono almeno una delle varie versioni del quadro “L’urlo” di Edvard Munch, un po’ meno conosciuto il dipinto “L’ansia” ed altri quadri del pittore norvegese in cui compare ancora quel cielo particolare. Molti anni fa, aiutando mia figlia a preparare la tesina per l’esame di terza media, venni casualmente a conoscenza di una innovativa ipotesi, avanzata da alcuni esperti nel 2004, che immaginava un legame tra il rosso dei cieli dipinti da Munch e l’eruzione del vulcano indonesiano Krakatoa del 1883.

Ne rimasi affascinata perché donava una qualche motivazione naturalistica a quella che (con grande effetto) era sempre sembrata una personale rappresentazione artistica esasperata di uno stato d’animo di angoscia.

L’esplosione del Krakatoa è stata una delle più potenti eruzioni nella storia, equivalente a 200 megatoni (la più grande bomba costruita dall’uomo, la Bomba Zar, produsse, in un test atomico, “solo” 50 megatoni), con un boato tra i più forti mai registrati. Il cielo si oscurò per qualche giorno, la luna si colorò di una sfumatura bluastra per diversi anni, in tutto il mondo si ebbero tramonti spettacolari a causa delle particelle sospese nell’aria.

La teoria che sosteneva questo collegamento oggi pare priva di fondamento e smentita.

Peccato, mi piaceva molto.

D’altra parte cosa vi aspettavate da una persona che da sessantun anni crede fermamente nell’esistenza di Nessie nel lago scozzese di Loch Ness??

Come ho scritto tante volte chi è un po’ visionario lo è a trecentosessanta gradi per trecentosessantacinque giorni all’anno.

Così, quando ho visto questo tronco, l’altro giorno, non ho potuto che pensare a Munch, al film Scream in cui la maschera indossata dagli assassini era ispirata al dipinto, e vederci un grido d’avvertimento lanciato dalla natura a noi piccoli ed insignificanti esseri umani.

La pareidolia è un fenomeno diffuso, un’illusione comune, subcosciente, in cui il cervello tenta di elaborare le immagini riconducendole a qualcosa di noto.

Chi di noi non guarda le nuvole e ci vede figure più o meno complesse?

Lasciamoci trasportare dalla fantasia. Male, visto come stiamo messi nella realtà, non può farci certamente...


Foto mia




 
 
 

1 commento


agbaccelli
14 nov 2021

Obbrava via... ;-P


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