Tu chiamala, se vuoi, follia...
- La blogger cialtrona

- 17 ago 2020
- Tempo di lettura: 2 min
"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro." Umberto Eco
"Un lettore vive migliaia di vite prima di morire, disse Jojen. L'uomo che non legge mai vive una volta sola." George R.R. Martin
Due citazioni che spiegano, nel migliore dei modi, la magia della lettura. Una magia che conosco in prima persona. Io sono partita assieme alla Compagnia dell'Anello alla volta del Monte Fato, ho sofferto al fianco di Lisbeth Salander nella trilogia Millennium, sono entrata a far parte della famiglia Malaussène come capro espiatorio, ho ascoltato il violino suonato da Sherlock al 221b di Baker Street, ho indagato al fianco di Guglielmo da Baskerville sulle misteriose morti avvenute all'interno del monastero di Santa Scolastica, sono passata dalla questura di Vigata di persona personalmente. Per conoscermi meglio ho assaggiato la pozione del Dottor Jekyll e mi sono vista riflessa nel ritratto di Dorian Gray. Scerbanenco, Camilleri, Carofiglio, Varenne, De Giovanni, Lucarelli. Sono solo alcuni degli autori che mi hanno cullata negli ultimi due mesi, regalandomi un po' di frescura e di distrazione serale, contribuendo ad incrementare i miei sogni notturni e pure quelli diurni, fatti ad occhi aperti. I sognatori come me vivono costantemente a cavallo di due mondi, quello reale e quello onirico e di fantasia. Nei periodi in cui la realtà diventa mano mano più difficile, più dura ed amara da buttare giù, bisogna imparare a concimare l'altra parte, per poter creare un equilibrio, anche se instabile. La nostra non è una fuga, è, semplicemente, una cura. Anche nei momenti di maggior difficoltà o dolore un sognatore può trovare conforto dietro quella porta, essere sereno o, addirittura, felice. Ci sono giorni in cui basta che io accenda il computer, cominci a muovere velocemente sulla tastiera quegli unici due diti da dattilografa che mi ritrovo in dotazione ed...ecco che la magia si rinnova e quella porta si spalanca, invitante. Le parole ed i pensieri che, inizialmente confusi, mi si rincorrono nella mente, convogliano ordinati sul monitor, neri su bianco, dando vita a qualcosa che mi rappresenta e mi appaga. Quando rileggo ciò che è scaturito, come un ruscello di montagna in piena, dalla mia immaginazione, resto, ogni volta, piacevolmente stupita, e sorrido, svuotata, come liberata da un peso. Non mi pare poco. Dare forma ai propri pensieri è importante, è bello. E' come scalpellare un blocco informe di marmo per tirarne fuori una delicata statua, senza volermi assolutamente paragonare ad un Canova o ad un Michelangelo, ovviamente, ma più ad uno scalpellino dilettante. Il lettore, così come il sognatore, riesce ad aprire quella magica porta segreta e ad entrare in un mondo che è solo suo, per trovare quell'energia necessaria ad affrontare la realtà.
Non è poco, ripeto...
Foto mia.
Senza titolo.




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