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Seven, vizi capitali e vizi senza un soldo bucato...

  • Immagine del redattore: La blogger cialtrona
    La blogger cialtrona
  • 24 ago 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

"Hemingway una volta ha scritto: -Il mondo è un bel posto, e vale la pena lottare per esso.-. Condivido la seconda parte". (Detective Somerset - SEVEN).


Amo molto il cinema. Considero SEVEN un buon film: ottimo cast (Morgan Freeman in primis), trama avvincente, finale non troppo telefonato, atmosfera magistrale. Per due terzi della pellicola i protagonisti si muovono in una città buia in cui piove sempre; un'atmosfera dark, claustrofobica, ti avvolge e ti trasmette disagio. Poi, esce il sole. Una luce abbagliante e spazi aperti sconfinati fanno da scenario al tragico epilogo, in un crescendo di suspence. Quasi un ossimoro. Adoro questa scelta registica.


I vizi capitali sono sette, lo sappiamo più o meno tutti, soprattutto se abbiamo letto, a scuola, un po' di Dante.


-SUPERBIA: Posso affermare, senza tema di smentita, di non aver peccato di questo vizio nel corso della mia vita. Tendo, caso mai, ad applicare il suo contrario, la modestia. Sia ben chiaro, però, che parlo della modestia reale, non della "falsa" modestia che, per alcuni aspetti, è perfino più insopportabile della superbia stessa. La modestia, nel mio caso specifico, è legata a doppio filo alla mancanza di autostima. Oggi come oggi la superbia la fa da padrona nella nostra società. Basta entrare in un gruppo di fotografi amatoriali su Facebook per ritrovarsi all'interno di in un girone infernale, circondati da leoni e curvi penitenti schiacciati sotto il peso di enormi macigni.


-INVIDIA: mai provata nei confronti di nessuno. Credo fortemente nella meritocrazia e, per questo, riesco ad apprezzare le qualità altrui. Quando vedo una bella foto, leggo una frase coinvolgente, ammiro un dipinto o un disegno emozionante, esprimo il mio plauso e la mia stima per l'autore, senza alcuna gelosia o rivalità. Non amo sminuire gli altri. E' una moda che non mi ha coinvolto.


-AVARIZIA: la cupidigia di avere sempre di più non mi appartiene. Credo di essere abbastanza generosa, sia per le cose materiali che per i sentimenti.


-LUSSURIA: si rischia la censura, su questo argomento... Credo che il sesso sia molto importante, nella vita, ma non possa essere ciò che la condiziona. Siamo stati tutti giovani, con la bellezza tipica della gioventù, con gli ormoni rilasciati a palla dal nostro sistema endocrino. Né santi né demoni.


-ACCIDIA: c'ho messo trent'anni a ricordarmi questo peccato, che cacchio di parola è accidia? Non potevano chiamarlo indolenza, 'acci loro? Questo è un vizio che mi tocca MOLTO da vicino. Una procrastinatrice DOC come me rischia di finire a correre in tondo, a perdifiato, per l'eternità. Però...c'è un però. Nella definizione di accidia si legge anche "disprezzo e disinteresse per gli altri", e questo, francamente non ce l'ho. Quindi, magari, posso trotterellare invece di galoppare. Mi sta bene.


-GOLA: caspiterina, diventa sempre più difficile esimersi. Adoro il cibo, la convivialità, il bere. Mi piace cucinare, scoprire nuovi sapori. Il senso del gusto è apportatore di gioia. L'ingordigia, per me, è un'altra cosa, sia materiale che spirituale, non fa provare più piacere in ciò che si fa. Quindi, anche con questo vizio, ci sto dentro a metà. Invece che accovacciata in terra starò seduta e non sarò proprio lurida ma sporchetta.


-IRA: ed ecco dove casca l'asino, ossia io. Non voglio dire che la mia sia proprio paragonabile a quella funesta di Achille ma, pure io, lascio dietro di me morti e feriti. Pensare che non ho mai provato una gran simpatia per Achille. Fin da quando il maestro delle elementari ci lesse per la prima volta il canto dell'epico duello, io mi son sempre commossa per la morte di Ettore, decisamente il personaggio che preferisco. La sua morte mi ha commosso perfino in quella versione kolossal americana (Troy) in cui l'unica cosa decente è la vista delle natiche di Brad Pitt (della serie "sanno una sega gli americani dell'Iliade"). Achille, poi, muore per mano di Paride, insipido come una birra analcolica o una Coca light, un quaquaraqua. Pensateci bene. Patroclo indossa l'armatura di Achille e viene ucciso da Ettore, Ettore viene ucciso da Achille, Achille viene ucciso da Paride, come in un gioco di scacchi. Tutti i personaggi sono pedoni sulla scacchiera di una partita giocata dai vari dei dell'Olimpo, altrimenti col cavolo che Paride centrava il tallone di Achille. Mi sono un po' persa. Sono irosa senza se e senza ma, spero solo che, anche per me, gli dei greci abbiano in serbo qualcosa di epico. Un'Alessandriade, magari...con una pigra cicciona irosa come protagonista assoluta.


Foto Web

"Sette peccati capitali" di Hieronymus Bosch (Museo del Prado)


 
 
 

1 commento


annasilvio
24 ago 2020

Comunque sei assai più virtuosa di me, a parte un paio li ho tutti.

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