...e l'ultimo chiuda la porta!
- La blogger cialtrona

- 11 set 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Vi ricordate Nick Carter, personaggio molto in voga negli anni 70? Ideato dal fumettista Bonvi, ebbe grande successo grazie alla mitica trasmissione "Gulp" nella quale si alternavano fumetti di Hugo Pratt, Jacovitti ed altri disegnatori celeberrimi. Gli episodi di Nick Carter si concludevano sempre con la frase "Tutto è bene quel che finisce bene...e l'ultimo chiuda la porta!"
Si chiama "Sindrome del nido vuoto". Direi che già dal nome si deduca piuttosto facilmente l'assunto del disordine psicologico in questione. In pratica è quel senso soffocante e doloroso di vuoto che pervade i genitori quando anche l'ultimo figlio esce di casa. Analizziamola meglio. Il senso di angoscia depressiva tipico di questa sindrome viene paragonato a quello del lutto. In pratica bisogna elaborarlo. Perfetto! A forza di elaborare lutti ci siamo trasformati in tanti elaboratori IBM. Peccato solo che i bisnonni dei nostri computer, proprio come i dinosauri, siano ormai vecchi, obsoleti, spropositatamente ingombranti e lenti. E pure estinti.
Affrontiamo il secondo punto. Le madri vengono maggiormente colpite rispetto ai padri. Capirai che razza di scoperta! Ma, soprattutto, che popò di fortuna (della serie "mai una gioia"). Sorvoliamo ed andiamo oltre.
Questa sindrome viene a colpire le donne, in genere, in un periodo già problematico per altri aspetti, ovvero l'arrivo della menopausa e la cura dei genitori anziani (mai una gioia 2 - la vendetta). In poche parole: in un periodo in cui ti viene regalato un abbonamento giornaliero per le montagne russe dell'emotività, periodo in cui riesci a passare dal ridere al piangere in un nanosecondo mentre ti sventoli con un ventaglio pure in piena Era glaciale ed in cui Morfeo si dimentica di venirti a stringere tra le braccia notte dopo notte, ecco che, volato via l'ultimo immaturo, ti si piazzano nel nido entrambi i genitori od uno solo di loro. Magari entra nel nido anche una badante. Wow! Dire che con questa strana età di mezzo il Fato (o chi per lui) abbia giocato pesante è solo un mero eufemismo. Rischi di ritrovarti in un nido sovraffollato dal quale vorresti essere te a volare via. Fine di questa disamina.
Che i figli abbandonino il nido è ovviamente cosa naturale, in alcuni casi pure auspicabile. Negare che questo crei un senso di vuoto è, invece, innaturale. Le emozioni vanno vissute, anche quando ti fanno inumidire gli occhi.
Tutto è bene quel che finisce bene.
Foto mia.
Titolo: "Angelo caduto"




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