"Cogito ergo sum", calzini spaiati e molto altro...
- La blogger cialtrona

- 9 ago 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Ieri stavo amabilmente disquisendo di bazzecole, quisquilie e pinzillacchere con una cara amica, nel vano tentativo di dimenticare il baratro di problemi e preoccupazioni in cui la vita di sessantenni ci ha catapultate.
Ad un certo punto lei esclama, tomo tomo, cacchio cacchio: "Lo sai che, sulla tua pagina del blog, in alto a destra, c'è un tasto che riporta la frase: -Chi sono-?"
Lo so eccome!
L'ho pure cliccato nella vana speranza che il web riuscisse a chiarirmi un po' le idee confuse che mi ritrovo.
Visto il rimbecillimento totale della sottoscritta, valuto questo tasto di vitale importanza.
Non solo!
Con trepidante speranza attendo l'aggiunta dei tasti "Dove sto andando e perché", "Chi ha ucciso Laura Palmer" ma, soprattutto, "Che fine fanno i calzini quando li lavi in lavatrice".
C'è bisogno di certezze in questa vita, un po' di filosofia spiccia può solo arricchirci.
Vaghiamo frastornati e smarriti in un universo che ci confonde sempre più, in cui il "Cogito ergo sum" cartesiano si è trasformato in un "Cogito poco, posto tanto, quindi sono".
Il soggetto pensante si è trasformato in un soggetto postante.
Quindi ben vengano tasti che ci aiutino a trovare la strada giusta e, perché no, anche a ritrovare tutti i compagni dei calzini spaiati che io, ottimista fino alla fine, continuo a conservare in un cassetto per anni.
Ogni volta che riesco ad assistere ad un ricongiungimento familiare mi commuovo fino alle lacrime e nel cassetto si scatena una festa che si protrae fino alle prime luci dell'alba.
Ma avviene molto raramente, purtroppo.
Qualche anno fa ho sentito un monologo de La Pina dedicato ai calzini scomparsi, era tratto dal suo libro "Il pianeta dei calzini spaiati".
Era di una poesia e di una bellezza incredibile.
Cercatelo, io non riesco a condividerlo...




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